<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></title><description><![CDATA[“Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”» (Gv 6,68).]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Rm0e!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcba7038d-ac58-43fa-9449-08d648ce80d2_1280x1280.png</url><title>Vincenzo Lo Palo</title><link>https://www.vincenzolopalo.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2026 15:03:40 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.vincenzolopalo.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[vincenzolopalo@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[vincenzolopalo@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[vincenzolopalo@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[vincenzolopalo@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Quando il male diventa normale]]></title><description><![CDATA[L'anestesia della coscienza e la chiamata alla vigilanza]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/quando-il-male-diventa-normale</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/quando-il-male-diventa-normale</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 01:00:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/05158723-329a-4e74-b040-e59d43d2a4ce_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-5Blln_BiqFw" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;5Blln_BiqFw&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5Blln_BiqFw?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>C&#8217;&#232; una domanda che ho posto nel mio video e che voglio riprendere qui, perch&#233; merita pi&#249; spazio di quanto un video possa concedere. La domanda &#232; semplice, ma taglia in profondit&#224;: <strong>ti &#232; mai capitato di guardare qualcosa di oggettivamente malvagio senza sentirti pi&#249; scosso?</strong></p><p>Una notizia orribile. Un insulto feroce. Un&#8217;ingiustizia. Un fatto di cronaca estremo. Una bestemmia. Eppure dentro &#8212; niente. Nessuno scatto, nessuna reazione. Come se tutto fosse ormai normale.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Nel video ho chiamato questa condizione <em>anestesia interiore</em>, e credo sia la malattia pi&#249; insidiosa del nostro tempo. Ma qui, in questo spazio pi&#249; ampio, voglio fare ci&#242; che il formato video non mi consente: scavare dentro questa realt&#224; con gli strumenti dell&#8217;esegesi, della tradizione patristica e &#8212; cosa che trovo preziosa &#8212; con le voci di chi mi ha risposto. Perch&#233; sotto quel video sono arrivati commenti che meritano non una risposta frettolosa, ma una vera e propria riflessione condivisa.</p><h2>I. La meccanica dell&#8217;assuefazione: da Isaia ai Padri</h2><p>Nel video ho citato Isaia 5,20:</p><blockquote><p><em>Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l&#8217;amaro in dolce e il dolce in amaro.</em></p></blockquote><p>Ma nel video ho potuto solo accennare. Qui voglio fermarmi su ci&#242; che il profeta sta realmente dicendo, perch&#233; il testo ebraico rivela una struttura che l&#8217;italiano appiattisce.</p><p>Il versetto &#232; inserito in una serie di sei <em>h&#244;y</em> (&#1492;&#1493;&#1465;&#1497;) &#8212; sei &#8220;guai&#8221; &#8212; che occupano i versetti 18-23 del capitolo 5. Non si tratta di maledizioni generiche: sono denunce profetiche circostanziate contro deformazioni morali specifiche del popolo di Israele. Il quinto <em>h&#244;y</em>, quello del versetto 20, colpisce chi opera un&#8217;<strong>inversione ontologica</strong>: non semplicemente chi fa il male, ma chi <em>riclassifica</em> il male come bene. &#200; un passaggio cruciale. Il peccatore &#8220;ordinario&#8221; sa di peccare. Chi &#232; colpito da questo <em>h&#244;y</em> non sa pi&#249; nemmeno questo, perch&#233; ha riscritto le categorie.</p><p>Il verbo usato &#232; <em>&#8216;&#333;mer&#238;m</em> (&#1488;&#1465;&#1502;&#1456;&#1512;&#1460;&#1497;&#1501;), participio attivo: &#8220;coloro che <em>dicono</em>, che <em>chiamano</em>&#8220;. &#200; un&#8217;azione linguistica, prima ancora che morale. Il male entra nella normalit&#224; attraverso il linguaggio. Prima lo rinomini, poi lo accetti, infine lo promuovi. Isaia descrive esattamente il processo che ho illustrato nel video: tolleranza &#8594; giustificazione &#8594; inversione.</p><p>I tre parallelismi &#8212; male/bene, tenebre/luce, amaro/dolce &#8212; non sono ridondanti. Coprono tre dimensioni: quella <strong>morale</strong> (male-bene), quella <strong>intellettuale</strong> (tenebre-luce), quella <strong>esperienziale</strong> (amaro-dolce). L&#8217;inversione &#232; totale. Non riguarda solo le azioni, ma anche il pensiero e la percezione. Quando il male diventa &#8220;normale&#8221;, non &#232; solo la volont&#224; ad essere compromessa: &#232; l&#8217;intero apparato percettivo dell&#8217;anima.</p><p>Giovanni Crisostomo, commentando la dinamica dell&#8217;abitudine al peccato, usa un&#8217;immagine che trovo particolarmente incisiva. Nel suo commento alla Lettera ai Romani parla di una sorta di <em>callo dell&#8217;anima</em> (&#964;&#973;&#955;&#959;&#962; &#964;&#8134;&#962; &#968;&#965;&#967;&#8134;&#962;): cos&#236; come la pelle sottoposta a pressione costante si indurisce e perde sensibilit&#224;, l&#8217;anima esposta continuamente al peccato sviluppa una callosit&#224; spirituale. Non sente pi&#249; il dolore del male. Non perch&#233; il male sia cambiato, ma perch&#233; l&#8217;organo che lo percepiva si &#232; atrofizzato.</p><p>Agostino, nelle <em>Confessioni</em>, descrive la stessa dinamica dall&#8217;interno, con la lucidit&#224; di chi l&#8217;ha vissuta:</p><p>La consuetudine non contrastata diventa necessit&#224;. L&#8217;abitudine costruisce una catena, e questa catena tiene prigioniera la volont&#224;. Dal volere nasce l&#8217;abitudine, e dall&#8217;abitudine non contrastata nasce la necessit&#224; &#8212; e cos&#236;, con anelli intrecciati, l&#8217;uomo resta schiavo.</p><p>Ecco la traiettoria: esposizione &#8594; tolleranza &#8594; abitudine &#8594; necessit&#224; &#8594; schiavit&#249;. Non &#232; un salto, &#232; una discesa graduale. Ed &#232; per questo che &#232; cos&#236; pericolosa: non c&#8217;&#232; un momento in cui puoi dire &#8220;ecco, qui ho iniziato a perdermi&#8221;. &#200; un piano inclinato, non un precipizio.</p><h2>II. Gli slogan che anestetizzano: quando la verit&#224; viene decontestualizzata</h2><p>Nel video ho fatto un esempio che qui voglio approfondire: lo slogan <em>&#8220;non giudicare&#8221;</em>.</p><p>Di per s&#233;, &#232; una parola di Cristo: <em>m&#275; kr&#237;nete</em> (&#956;&#8052; &#954;&#961;&#943;&#957;&#949;&#964;&#949;) in Matteo 7,1. Ma questo imperativo, nel contesto matteano, &#232; inserito in un discorso sulla <strong>reciprocit&#224; del giudizio</strong> (&#8221;con la misura con cui misurate sar&#224; misurato a voi&#8221;) e sull&#8217;<strong>ipocrisia</strong> (&#8221;togli prima la trave dal tuo occhio&#8221;). Ges&#249; non sta vietando il discernimento morale &#8212; sarebbe assurdo, dato che tutto il Discorso della Montagna &#232; un esercizio intensissimo di discernimento morale. Sta vietando il giudizio <em>condannatorio, ipocrita, che si pone al posto di Dio</em>.</p><p>Ma quando questo versetto viene estratto dal suo contesto, tagliato dalla sua radice e trasformato in slogan culturale, il risultato &#232; l&#8217;esatto opposto di ci&#242; che Ges&#249; intendeva: non il divieto dell&#8217;ipocrisia, ma il divieto del discernimento. &#8220;Non giudicare&#8221; diventa &#8220;non osare dire che qualcosa &#232; sbagliato&#8221;. E cos&#236; il linguaggio evangelico viene usato <em>contro</em> il Vangelo &#8212; un&#8217;operazione che, se ci pensiamo bene, &#232; di una raffinatezza diabolica.</p><p>Lo stesso vale per &#8220;ognuno ha la sua verit&#224;&#8221; e &#8220;l&#8217;importante &#232; essere felici&#8221;. Sono mezze verit&#224; &#8212; e una mezza verit&#224;, diceva Fulton Sheen, &#232; la forma pi&#249; pericolosa di menzogna, perch&#233; ha abbastanza luce da sembrare credibile e abbastanza buio da condurti fuori strada.</p><h2>III. La coscienza: il cane che smette di abbaiare</h2><p>Nel video ho usato un&#8217;immagine che mi sta particolarmente a cuore: la coscienza come un cane da guardia che, quando smette di abbaiare, ci lascia indifesi.</p><p>Questa immagine non &#232; mia &#8212; ha radici nella tradizione spirituale cristiana, e in particolare nel linguaggio dei Padri del deserto sulla <em>syneidesis</em> (&#963;&#965;&#957;&#949;&#943;&#948;&#951;&#963;&#953;&#962;). Ma qui voglio andare pi&#249; a fondo, perch&#233; dalla comunit&#224; che segue il canale sono arrivate voci che toccano proprio questo nervo scoperto.</p><h3>La voce di Fleurmar: il primo moto e la sua trasfigurazione</h3><p>Una persona che segue il canale &#8212; Fleurmar &#8212; ha scritto qualcosa di notevole sotto il video. Ha ammesso con grande onest&#224; che il suo primo pensiero, davanti al male, &#232; spesso ancora un giudizio. Ma ha aggiunto qualcosa di decisivo: cerca immediatamente di sostituire quel giudizio con una preghiera.</p><p>Questo merita un approfondimento serio, perch&#233; tocca una delle questioni pi&#249; delicate della vita interiore: la dottrina dei <em>logismoi</em> (&#955;&#959;&#947;&#953;&#963;&#956;&#959;&#943;), i &#8220;primi pensieri&#8221;, sviluppata da Evagrio Pontico nel IV secolo e sistematizzata poi da Giovanni Cassiano per l&#8217;Occidente.</p><p>Evagrio distingue con precisione chirurgica le fasi del pensiero tentatore. Il <em>logismos</em> &#8212; il primo moto, il primo pensiero &#8212; non &#232; ancora peccato. &#200;, per cos&#236; dire, il materiale grezzo della vita interiore. Ci&#242; che conta non &#232; il fatto che il pensiero si presenti, ma ci&#242; che <em>facciamo</em> con esso. Evagrio descrive una progressione: il pensiero si presenta (<em>prosbole</em>), viene accolto e intrattenuto (<em>syndiasmos</em>), diventa consenso della volont&#224; (<em>synkatathesis</em>), e infine si radica come passione stabile (<em>pathos</em>).</p><p>Ci&#242; che Fleurmar descrive &#8212; riconoscere il primo moto di giudizio e convertirlo in preghiera &#8212; si colloca esattamente nel passaggio tra la <em>prosbole</em> e il <em>syndiasmos</em>: il pensiero si &#232; presentato, ma invece di intrattenerlo, lo ha intercettato e <em>trasfigurato</em>. Questo non &#232; repressione, &#232; trasformazione. Ed &#232; esattamente ci&#242; che i Padri del deserto insegnavano come il cuore della vigilanza spirituale: non l&#8217;assenza di tentazioni, ma la prontezza nel riorientarle.</p><p>Fleurmar ha detto anche un&#8217;altra cosa importante: ha attraversato &#8220;lunghi anni&#8221; in cui la sua coscienza era &#8220;offuscata&#8221;, e per questo comprende a fondo il <em>&#8220;Perdona loro perch&#233; non sanno quello che fanno&#8221;</em> di Ges&#249; sulla croce. Questo &#232; un punto che merita di essere sottolineato: chi ha conosciuto il buio dall&#8217;interno non giudica pi&#249; dall&#8217;esterno. Non perch&#233; abbia smesso di distinguere il bene dal male, ma perch&#233; ha imparato che l&#8217;accecamento &#232; reale &#8212; non &#232; una scusa, &#232; una condizione. E la parola di Cristo sulla croce non &#232; un generico &#8220;va tutto bene&#8221;: &#232; una diagnosi terribile e misericordiosa insieme. &#8220;Non sanno quello che fanno&#8221; non li assolve dalla colpa oggettiva, ma rivela che la colpa ha una dimensione che supera la volont&#224; cosciente. &#200; per questo che solo Dio pu&#242; giudicare ultimamente: perch&#233; solo Lui vede il punto esatto in cui la libert&#224; finisce e l&#8217;accecamento comincia.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png" width="2752" height="1536" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/0d96cabe-5c9e-49b1-b91c-94484e8fe37c_2752x1536.png&quot;,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1536,&quot;width&quot;:2752,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:5909967,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/i/188851812?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0d96cabe-5c9e-49b1-b91c-94484e8fe37c_2752x1536.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!KIag!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F892a217e-a829-4256-ae26-0b582fa382df_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption"><em>L&#8217;immagine, realizzata nello stile delle classiche incisioni bibliche, raffigura Cristo in un momento di silenziosa e attenta vigilanza pastorale. Seduto in disparte sotto un albero secolare, veglia sul gregge mentre all&#8217;orizzonte si profila un villaggio distante. Il contrasto visivo tra il raccoglimento cosciente di Cristo e la lontananza del mondo abitato restituisce il nucleo teologico della riflessione: di fronte a un&#8217;umanit&#224; che cede all&#8217;anestesia interiore e all&#8217;assuefazione al male, la risposta non &#232; l&#8217;adattamento, ma la custodia rigorosa della propria coscienza e una veglia attiva.</em>...</figcaption></figure></div><h3>Il grido di Angela: &#8220;Quando manderai tuo Figlio?&#8221;</h3><p>Un&#8217;altra voce sotto il video &#232; stata quella di Angela, che ha espresso un grido che chiunque abbia gli occhi aperti sul male del mondo ha sentito almeno una volta: <em>&#8220;Quando manderai tuo Figlio di nuovo sulla terra?&#8221;</em>.</p><p>Questo grido non &#232; scandalo. &#200; un grido biblico. &#200; lo stesso <em>&#8216;ad-matay</em> (&#1506;&#1463;&#1491;&#1470;&#1502;&#1464;&#1514;&#1463;&#1497;) &#8212; &#8220;fino a quando?&#8221; &#8212; che attraversa i Salmi come una ferita aperta. Lo trovi nel Salmo 13,2: <em>&#8220;Fino a quando, Signore, mi dimenticherai? Per sempre?&#8221;</em>. Lo trovi nel Salmo 74,10: <em>&#8220;Fino a quando, o Dio, l&#8217;avversario insulter&#224;?&#8221;</em>. Lo trovi nell&#8217;Apocalisse 6,10, sulla bocca dei martiri sotto l&#8217;altare: <em>&#8220;Fino a quando, Signore santo e veritiero, non farai giustizia?&#8221;</em>.</p><p>Gridare &#8220;vieni, Signore&#8221; non &#232; mancanza di fede. Spesso &#232; fede che rifiuta di anestetizzarsi. Il <em>Maranatha</em> (&#956;&#945;&#961;&#8048;&#957; &#7936;&#952;&#940;) di 1 Corinzi 16,22 &#8212; &#8220;Vieni, Signore nostro!&#8221; &#8212; &#232; una delle pi&#249; antiche preghiere cristiane, probabilmente pronunciata nella lingua aramaica della prima comunit&#224; ancora prima che il Nuovo Testamento fosse scritto.</p><p>Ma &#8212; e qui devo essere onesto &#8212; c&#8217;&#232; un rischio nel grido escatologico quando diventa <em>esclusivamente</em> un grido di fuga. Se &#8220;vieni, Signore&#8221; significa solo &#8220;toglimi da questo mondo orribile&#8221;, stiamo chiedendo una scorciatoia. Cristo non ci ha promesso l&#8217;esenzione dalla battaglia: ci ha promesso la sua presenza <em>dentro</em> la battaglia. L&#8217;Eucaristia non &#232; un biglietto per il Paradiso: &#232; il Cielo che entra nel nostro tempo e ci d&#224; la forza di attraversarlo senza soccombere.</p><p>Angela, nel suo grido, stava facendo qualcosa di profondamente umano e legittimo. Ma la risposta cristiana completa al &#8220;fino a quando?&#8221; non &#232; solo &#8220;presto&#8221;, ma anche &#8220;intanto, chi vuoi essere tu?&#8221;. &#200; la domanda che trasforma l&#8217;attesa passiva in vigilanza attiva. E la vigilanza, come ho detto nel video, &#232; preghiera, confessione, eucaristia, e carit&#224; concreta.</p><h2>IV. La grazia nella solitudine: quando la fede non ha consolazioni umane</h2><p>Sotto il video &#232; arrivata anche una voce che non posso citare direttamente per rispetto alla sua intimit&#224;, ma il cui contenuto voglio riprendere perch&#233; tocca un tema teologico enorme: la persona che resta fedele a Dio nella solitudine pi&#249; radicale &#8212; senza famiglia che la sostenga, senza comunit&#224; visibile, con la malattia come compagna quotidiana.</p><p>Questa persona ha descritto la propria sofferenza non come una punizione, ma come una <em>grazia</em>. Ha usato proprio questa parola. Ha detto che nella malattia e nella solitudine ha scoperto qualcosa che nessun familiare le aveva saputo dare: la presenza di Dio Padre.</p><p>Qui ci troviamo davanti a uno dei paradossi pi&#249; impenetrabili della fede cristiana. La teologia mistica lo chiama il <em>fructus crucis</em> &#8212; il frutto della croce. Non nel senso che la sofferenza sia &#8220;buona&#8221; (sarebbe sadismo teologico), ma nel senso che Dio, nella sua libert&#224; sovrana, &#232; capace di far germogliare vita l&#224; dove noi vediamo solo morte. Non <em>a causa</em> della sofferenza, ma <em>attraverso</em> di essa &#8212; e solo quando la sofferenza viene offerta, cio&#232; consegnata nelle mani di Chi sa cosa farne.</p><p>Giovanni della Croce, nella <em>Notte oscura</em>, descrive una dinamica simile: Dio talvolta sottrae le consolazioni sensibili &#8212; la famiglia, la salute, il senso di comunit&#224; &#8212; non per crudelt&#224;, ma per condurre l&#8217;anima a un attaccamento pi&#249; puro, pi&#249; nudo, pi&#249; radicale a Lui solo. &#200; una pedagogia dolorosa, che non va mai banalizzata n&#233; romantizzata, ma che molti santi hanno riconosciuto <em>a posteriori</em> come il momento in cui la loro fede &#232; passata dall&#8217;opinione alla roccia.</p><p>Questa esperienza smentisce una delle eresie pi&#249; diffuse del nostro tempo: <strong>l&#8217;idea che la fede debba sempre &#8220;funzionare&#8221;, produrre benessere visibile, risolvere i problemi</strong>. La testimonianza che abbiamo ricevuto dice il contrario: a volte la fede non consola, non risolve, non guarisce il corpo. Ma tiene in piedi l&#8217;anima quando tutto il resto crolla. E questo, paradossalmente, &#232; pi&#249; forte di qualsiasi miracolo.</p><h2>V. L&#8217;indignazione come virt&#249;: non arrendersi al male</h2><p>Un altro commento che mi ha colpito &#232; quello di Silvia Magi, che ha scritto con disarmante semplicit&#224;: <em>&#8220;Io dinanzi al male, alle ingiustizie, non riesco a tollerare, non riesco mai ad adeguarmi.&#8221;</em></p><p>Silvia, sappi che questa tua incapacit&#224; di adeguarti non &#232; un difetto: &#232; un carisma. In una cultura che premia la tolleranza come valore assoluto e l&#8217;indifferenza come segno di maturit&#224;, conservare la capacit&#224; di indignarsi davanti al male &#232; una forma di resistenza spirituale.</p><p>Tommaso d&#8217;Aquino, nella <em>Summa Theologiae</em> (II-II, q. 158, a. 1-2), distingue con grande finezza tra l&#8217;ira come vizio e l&#8217;ira come risposta virtuosa. L&#8217;ira diventa viziosa quando &#232; <em>sproporzionata</em>, <em>vendicativa</em> o <em>incontrollata</em>. Ma l&#8217;assenza di ira davanti all&#8217;ingiustizia non &#232; virt&#249;: &#232; <em>insensibilitas</em>, un difetto morale. Chi non si indigna davanti al male non &#232; pi&#249; paziente dell&#8217;iracondo: &#232; meno umano.</p><p>Cristo stesso si &#232; indignato. La purificazione del Tempio (Giovanni 2,13-17) non &#232; un episodio imbarazzante da spiegare via: &#232; la rivelazione che l&#8217;amore per il bene <em>include necessariamente</em> lo sdegno verso ci&#242; che lo profana. Chi ama Dio si indigna quando Dio viene offeso. Chi ama l&#8217;uomo si indigna quando l&#8217;uomo viene degradato. L&#8217;indignazione cristiana non &#232; rabbia cieca: &#232; la forma che l&#8217;amore assume quando incontra ci&#242; che distrugge il suo oggetto.</p><p>La sfida, ovviamente, &#232; non lasciar degenerare l&#8217;indignazione in disperazione o in giudizio amaro sugli altri. L&#8217;indignazione va <em>canalizzata</em> &#8212; nella preghiera, nell&#8217;azione concreta, nella denuncia profetica. Ma va custodita, non spenta. Perch&#233; quando smetti di indignarti, hai gi&#224; iniziato ad abituarti. E quando ti abitui, sei gi&#224; sulla strada che Isaia denuncia.</p><h2>VI. Il perdono che non &#232; resa: Maria Costa e il &#8220;settanta volte sette&#8221;</h2><p>Maria Costa, nel suo commento, ha richiamato il <em>&#8220;perdona settanta volte sette&#8221;</em> di Matteo 18,22 e la preghiera di San Francesco. Qui voglio fare una precisazione esegetica che ritengo importante.</p><p>Il <em>hebdom&#275;kontakis hept&#225;</em> (&#7953;&#946;&#948;&#959;&#956;&#951;&#954;&#959;&#957;&#964;&#940;&#954;&#953;&#962; &#7953;&#960;&#964;&#940;) &#8212; &#8220;settanta volte sette&#8221; &#8212; non &#232; un numero. &#200; un&#8217;iperbole che rovescia la vendetta di Lamec in Genesi 4,24: <em>&#8220;Se Caino sar&#224; vendicato sette volte, Lamec lo sar&#224; settantasette volte&#8221;</em>. Cristo prende la logica della vendetta illimitata e la capovolge in logica di perdono illimitato. &#200; una rivoluzione antropologica, non un consiglio morale.</p><p>Ma &#8212; e questo &#232; il punto che spesso viene frainteso &#8212; il perdono cristiano non &#232; mai complicit&#224; con il male. Perdonare non significa dire &#8220;va bene cos&#236;&#8221;. Significa dire: &#8220;non lascio che il male che mi hai fatto determini chi sono io&#8221;. Il perdono &#232; un atto di libert&#224; interiore, non di resa. Perdonare il violento non significa tollerare la violenza. Perdonare il bugiardo non significa accettare la menzogna. Il perdono libera <em>chi perdona</em> dalla catena della rabbia e del risentimento, ma non cancella la realt&#224; oggettiva del male compiuto.</p><p>Questo &#232; essenziale per il tema di fondo del nostro discorso: abituarsi al male non &#232; perdonare. Perdonare richiede che tu <em>riconosca</em> il male come male. L&#8217;assuefazione, al contrario, smette di riconoscerlo. Sono due movimenti opposti. Il primo &#232; un atto della grazia; il secondo &#232; una paralisi della coscienza.</p><h2>VII. Vegliate: non un consiglio, ma un comando</h2><p>Torniamo dove siamo partiti. Nel video ho citato Matteo 26,41: <em>&#8220;Vegliate e pregate per non entrare in tentazione&#8221;</em>.</p><p>Il verbo &#232; <em>gr&#275;gore&#238;te</em> (&#947;&#961;&#951;&#947;&#959;&#961;&#949;&#8150;&#964;&#949;), imperativo presente attivo. Il presente indica un&#8217;azione <em>continua</em>: non &#8220;vegliate adesso&#8221;, ma &#8220;siate continuamente vigilanti&#8221;. &#200; lo stesso verbo che ritorna nella parabola delle vergini (Matteo 25,13), nell&#8217;avvertimento escatologico di Marco 13,37 (&#8221;Ci&#242; che dico a voi lo dico a tutti: vegliate!&#8221;), e nella prima lettera di Pietro (5,8): <em>&#8220;Siate sobri, vegliate: il vostro avversario, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare&#8221;</em>.</p><p>La vigilanza non &#232; paranoia spirituale. &#200; quello stato di coscienza sveglia che rifiuta di dare per scontato ci&#242; che vede. &#200; la decisione quotidiana &#8212; quotidiana, non una volta per tutte &#8212; di non lasciare che il male diventi sfondo, rumore bianco, normalit&#224;. &#200; ci&#242; che i Padri del deserto chiamavano <em>nepsis</em> (&#957;&#8134;&#968;&#953;&#962;): sobriet&#224; interiore, attenzione del cuore, lo sguardo che non si addormenta.</p><p>E qui voglio chiudere con le parole di Paolo che nel video ho usato come sigillo, ma che meritano un&#8217;ultima riflessione: <em>&#8220;Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene&#8221;</em> (Romani 12,21).</p><p>Il verbo <em>nik&#225;&#333;</em> (&#957;&#953;&#954;&#940;&#969;) &#8212; &#8220;vincere&#8221; &#8212; nel Nuovo Testamento &#232; un verbo di battaglia, non di filosofia. Paolo non sta dando un consiglio per vivere meglio. Sta dando un ordine di combattimento. E il combattimento cristiano non &#232; contro gli altri: &#232; contro la tentazione di arrendersi, di abituarsi, di chiudere gli occhi. Ogni volta che preghi, combatti. Ogni volta che ti confessi, combatti. Ogni volta che ricevi l&#8217;Eucaristia, combatti. Ogni volta che rifiuti di chiamare &#8220;normale&#8221; ci&#242; che &#232; male, combatti.</p><p>E ogni volta che combatti &#8212; anche se cadi, anche se ti rialzi a fatica, anche se la vittoria sembra lontana &#8212; stai scegliendo di non dormire. Stai scegliendo la vigilanza. Stai scegliendo Cristo.</p><p><em>Questo articolo nasce dal video &#8220;Ci stiamo abituando al male&#8221; pubblicato sul mio canale YouTube &#8220;<a href="https://www.youtube.com/@vlopalo">Vincenzo Lo Palo</a>&#8221; e si arricchisce delle riflessioni condivise dalla comunit&#224; nei commenti. A Fleurmar, Angela, Silvia, Maria, e a tutti coloro che hanno avuto il coraggio di condividere la propria esperienza: grazie. Le vostre parole non sono andate perse. Sono diventate parte di questo cammino comune.</em></p><p><em>Se questo approfondimento ti ha parlato, condividilo con chi potrebbe averne bisogno.</em></p><p><strong>Sia lodato Ges&#249; Cristo. <br>Sempre sia lodato.</strong></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I violenti se ne impadroniscono»: cosa significa davvero Matteo 11,12]]></title><description><![CDATA[Esegesi del testo greco, la voce media di &#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953;, e la violenza santa che i Padri della Chiesa conoscevano bene]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/i-violenti-se-ne-impadroniscono-cosa</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/i-violenti-se-ne-impadroniscono-cosa</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 12:49:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2b834e81-9b60-4ec5-943f-8d2950fadf56_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nel video che accompagna questo articolo &#8212; e che trovate qui sotto &#8212; ho affrontato una delle frasi pi&#249; dure e apparentemente scandalose del Vangelo:</p><p><em>&#171;Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza, e i violenti se ne impadroniscono.&#187;</em> (Mt 11,12)</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div id="youtube2-ty6Pa2ki8eA" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;ty6Pa2ki8eA&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ty6Pa2ki8eA?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ho cercato di mostrare come questa violenza non abbia nulla a che fare con la prepotenza del mondo, ma sia una violenza tutta spirituale: una lotta santa contro il peccato, contro la tiepidezza, contro tutto ci&#242; che ci separa da Dio. Ho fatto gli esempi di San Francesco, di Santa Teresa d&#8217;&#193;vila, di San Pio da Pietrelcina &#8212; santi che sono stati autentici &#171;violenti&#187; secondo il Vangelo.</p><p>Ma un video, per sua natura, non permette di entrare fino in fondo nel testo. Non permette di aprire il greco, di smontare la grammatica, di ascoltare i Padri della Chiesa nella loro complessit&#224;. &#200; quello che voglio fare qui, in questo approfondimento: prendere ci&#242; che ho detto nel video e scavare pi&#249; a fondo, perch&#233; questa pagina di Matteo merita molto pi&#249; di una riflessione &#8212; merita uno studio.</p><h2>1. Quella parola che cambia tutto: &#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953;</h2><p>Nel video ho tradotto il versetto seguendo la versione pi&#249; diffusa: &#171;il regno dei cieli soffre violenza&#187;. Ma questa traduzione, per quanto consolidata, nasconde un problema che solo il testo greco pu&#242; rivelare.</p><p>Il testo critico (NA28) recita:</p><blockquote><p>&#7936;&#960;&#8056; &#948;&#8050; &#964;&#8182;&#957; &#7969;&#956;&#949;&#961;&#8182;&#957; &#7992;&#969;&#940;&#957;&#957;&#959;&#965; &#964;&#959;&#8166; &#946;&#945;&#960;&#964;&#953;&#963;&#964;&#959;&#8166; &#7957;&#969;&#962; &#7940;&#961;&#964;&#953; &#7969; &#946;&#945;&#963;&#953;&#955;&#949;&#943;&#945; &#964;&#8182;&#957; &#959;&#8016;&#961;&#945;&#957;&#8182;&#957; <strong>&#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953;</strong>, &#954;&#945;&#8054; <strong>&#946;&#953;&#945;&#963;&#964;&#945;&#8054;</strong> &#7937;&#961;&#960;&#940;&#950;&#959;&#965;&#963;&#953;&#957; &#945;&#8016;&#964;&#942;&#957;.</p></blockquote><p>Tutta la questione esegetica ruota intorno a una sola parola: <strong>&#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953;</strong> (<em>bi&#225;zetai</em>).</p><p>Si tratta di una forma alla terza persona singolare, presente indicativo. Ma il nodo &#232;: in quale <strong>diatesi</strong> (voce) &#232; coniugato? La desinenza -&#949;&#964;&#945;&#953; &#232; morfologicamente ambigua: pu&#242; essere tanto un <strong>medio</strong> quanto un <strong>passivo</strong>.</p><p>Se lo leggiamo come <strong>passivo</strong>: &#171;il regno dei cieli <strong>subisce violenza</strong>&#187; &#8212; &#232; soggetto a un&#8217;aggressione esterna. I violenti lo attaccano, lo ostacolano, lo perseguitano.</p><p>Se lo leggiamo come <strong>medio</strong>: &#171;il regno dei cieli <strong>esercita forza</strong>&#187;, irrompe con potenza, agisce con vigore. E chi risponde a questa forza con uguale intensit&#224; se ne impossessa.</p><p>La differenza &#232; enorme. Nel primo caso, un&#8217;immagine di persecuzione. Nel secondo, un&#8217;immagine di dinamismo travolgente. E la lettura patristica &#8212; quella che ho richiamato nel video citando Crisostomo &#8212; ha preferito nettamente la seconda interpretazione: i &#946;&#953;&#945;&#963;&#964;&#945;&#943; non sono i nemici del regno, ma coloro che lottano con tutto se stessi per entrarvi.</p><h2>2. Il parallelo che Luca ci offre: Lc 16,16</h2><p>C&#8217;&#232; un passo che nel video non ho potuto trattare, ma che &#232; decisivo per sciogliere l&#8217;ambiguit&#224; di Matteo. &#200; il parallelo sinottico in Luca:</p><blockquote><p>&#8009; &#957;&#972;&#956;&#959;&#962; &#954;&#945;&#8054; &#959;&#7985; &#960;&#961;&#959;&#966;&#8134;&#964;&#945;&#953; &#956;&#941;&#967;&#961;&#953; &#7992;&#969;&#940;&#957;&#957;&#959;&#965;&#183; &#7936;&#960;&#8056; &#964;&#972;&#964;&#949; &#7969; &#946;&#945;&#963;&#953;&#955;&#949;&#943;&#945; &#964;&#959;&#8166; &#952;&#949;&#959;&#8166; &#949;&#8016;&#945;&#947;&#947;&#949;&#955;&#943;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953; &#954;&#945;&#8054; &#960;&#8118;&#962; &#949;&#7984;&#962; &#945;&#8016;&#964;&#8052;&#957; &#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953;.</p><p><em>&#171;La Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora il regno di Dio viene annunciato come buona notizia e ognuno vi fa violenza per entrarvi.&#187;</em> (Lc 16,16)</p></blockquote><p>Qui l&#8217;ambiguit&#224; scompare. L&#8217;espressione &#960;&#8118;&#962; &#949;&#7984;&#962; &#945;&#8016;&#964;&#8052;&#957; &#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953; indica chiaramente un&#8217;azione <strong>del soggetto verso il regno</strong>: &#171;ognuno fa forza per entrarvi&#187;. L&#8217;immagine &#232; quella di una folla che preme con urgenza verso una porta, non di un esercito nemico che attacca una fortezza.</p><p>Luca ci conferma che il senso originario del logion &#232; positivo. Dall&#8217;avvento del Battista si &#232; aperta un&#8217;era nuova, il regno viene proclamato, e la risposta richiesta &#232; uno slancio impetuoso, un&#8217;urgenza dell&#8217;anima che non ammette ritardi. Esattamente ci&#242; che ho cercato di comunicare nel video quando ho detto che il regno non &#232; per chi sonnecchia, ma per chi lo prende sul serio.</p><h2>3. &#7937;&#961;&#960;&#940;&#950;&#959;&#965;&#963;&#953;&#957;: il verbo dello &#171;strappo&#187;</h2><p>L&#8217;altro verbo su cui voglio soffermarmi &#232; <strong>&#7937;&#961;&#960;&#940;&#950;&#959;&#965;&#963;&#953;&#957;</strong> (<em>harp&#225;zousin</em>), da &#7937;&#961;&#960;&#940;&#950;&#969;. &#200; un verbo brutale, che nel greco classico e neotestamentario indica l&#8217;azione di afferrare, strappare con forza, rapire.</p><p>Per capire la potenza di questo verbo, basta vedere come viene usato altrove nel Nuovo Testamento: &#232; il lupo che &#171;rapisce&#187; le pecore in Gv 10,12; &#232; lo Spirito che &#171;rapisce&#187; Filippo dopo il battesimo dell&#8217;eunuco in At 8,39; &#232; Paolo stesso che descrive la propria esperienza mistica come un essere &#171;rapito&#187; fino al terzo cielo (2 Cor 12,2-4).</p><p>Applicato ai &#946;&#953;&#945;&#963;&#964;&#945;&#943; di Mt 11,12, &#7937;&#961;&#960;&#940;&#950;&#969; produce un&#8217;immagine potentissima: questi &#171;violenti&#187; non rubano il regno come ladri &#8212; lo <strong>afferrano</strong> come chi sa che &#232; questione di vita o di morte. Lo strappano a tutto ci&#242; che vorrebbe impedire loro di raggiungerlo: il peccato, la tiepidezza, il compromesso, il mondo.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png" width="1456" height="813" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3716b4df-e4ad-48f4-a2b3-35a74a1542ba_2752x1536.png&quot;,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:813,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:11991087,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/i/188606817?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3716b4df-e4ad-48f4-a2b3-35a74a1542ba_2752x1536.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!J2it!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa35206f1-052c-4906-bd96-4b4a1c7d6eb6_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">La doppia natura della "violenza". Nell'incisione, il registro superiore mostra la "violenza santa" (&#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953; nella sua accezione positiva): i giusti premono con urgenza verso la luce de "Il Regno dei Cieli" (&#919; &#914;&#913;&#931;&#921;&#923;&#917;&#921;&#913; &#932;&#937;&#925; &#927;&#933;&#929;&#913;&#925;&#937;&#925;), mentre la figura in ginocchio regge il cartiglio con il testo di Mt 11,12 (&#946;&#953;&#945;&#963;&#964;&#945;&#8054; &#7937;&#961;&#960;&#940;&#950;&#959;&#965;&#963;&#953;&#957; &#945;&#8016;&#964;&#942;&#957;). In basso a destra, separata e confinata nell'ombra, l'antitesi visiva: la violenza mondana e politica degli uomini, estranea alla logica del Regno....</figcaption></figure></div><h2>4. I Padri della Chiesa: andare oltre la citazione</h2><p>Nel video ho citato San Giovanni Crisostomo, dicendo che per lui la violenza di cui parla il Signore &#232; quella contro se stessi, contro le proprie passioni, contro ci&#242; che ci trascina lontano da Dio. Voglio ora approfondire questa lettura patristica, perch&#233; merita molto pi&#249; di una frase.</p><h3>Giovanni Crisostomo (Omelia 37/38 su Matteo)</h3><p>Nell&#8217;Omelia su questo passo, Crisostomo inserisce Mt 11,12 in un discorso pi&#249; ampio sull&#8217;urgenza della fede. Per lui, Ges&#249; sta incalzando i suoi ascoltatori con una logica stringente: se Giovanni &#232; il pi&#249; grande tra i nati di donna, se egli &#232; l&#8217;Elia che doveva venire, se dai suoi giorni fino ad ora il regno &#232; stato proclamato e molti vi si sono gettati con impeto &#8212; allora perch&#233; voi esitate? La violenza, nel Crisostomo, &#232; prima di tutto l&#8217;urgenza della risposta di fede. &#200; il linguaggio di chi preme e urge i propri ascoltatori verso una decisione che non ammette rinvii.</p><p>Ma c&#8217;&#232; anche &#8212; e qui la tradizione ascetica successiva ha sviluppato il tema &#8212; la dimensione della lotta interiore: la violenza contro le proprie passioni, le resistenze, tutto ci&#242; che frena l&#8217;uomo dal seguire Cristo con la totalit&#224; della propria esistenza.</p><h3>Girolamo</h3><p>Girolamo aggiunge una prospettiva che trovo straordinaria. Per lui, la violenza consiste nell&#8217;innaturalit&#224; stessa della salvezza: noi, creature terrene, aspiriamo a una dimora celeste. Ottenere per grazia ci&#242; che non possediamo per natura &#8212; questa &#232; la vera violenza santa. &#200; una forzatura dell&#8217;ordine naturale, resa possibile dalla grazia divina e dalla cooperazione libera dell&#8217;uomo.</p><h3>Ilario di Poitiers</h3><p>Ilario offre una lettura pi&#249; storico-salvifica: la gloria promessa a Israele, annunciata dai profeti, offerta da Cristo, viene ora &#171;presa con la forza&#187; dalla fede dei peccatori, dei pubblicani, dei pagani &#8212; di tutti coloro che i custodi ufficiali della religione consideravano esclusi. La violenza &#232; anche un ribaltamento delle attese: chi era lontano si fa vicino, chi era ultimo diventa primo. Una lettura che riecheggia potentemente le parole di Ges&#249; ai farisei: &#171;I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio&#187; (Mt 21,31).</p><h2>5. Giovanni, Elia e l&#8217;urgenza escatologica</h2><p>Nel video ho sottolineato l&#8217;espressione &#171;dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora&#187;. Voglio spiegare perch&#233; questa cornice temporale &#232; cos&#236; importante.</p><p>Ges&#249; ha appena dichiarato Giovanni il pi&#249; grande tra i nati di donna (Mt 11,11), e subito dopo aggiunge: &#171;e se volete accoglierlo, egli &#232; quell&#8217;Elia che deve venire&#187; (Mt 11,14). Il richiamo alla profezia di Malachia (3,23-24) &#232; diretto: il ritorno di Elia prima del &#171;giorno grande e terribile del Signore&#187;. Identificare Giovanni con Elia non &#232; un paragone poetico &#8212; &#232; una dichiarazione escatologica. Con Giovanni &#232; iniziata l&#8217;&#232;ra finale.</p><p>L&#8217;&#7957;&#969;&#962; &#7940;&#961;&#964;&#953; (&#171;fino ad ora&#187;) di Mt 11,12 segna questa urgenza del presente. Il regno non &#232; una promessa remota, un programma per il futuro: &#232; una realt&#224; che incalza e che esige di essere afferrata <strong>adesso</strong>. Non domani &#8212; come ho detto nel video &#8212; perch&#233; domani potrebbe essere gi&#224; tardi.</p><h2>6. La tiepidezza: il nemico che non fa rumore</h2><p>Ho insistito molto, nel video, sulla tiepidezza. Voglio approfondire questo punto, perch&#233; ritengo sia uno dei temi pi&#249; urgenti per il cristiano di oggi.</p><p>Se i &#946;&#953;&#945;&#963;&#964;&#945;&#943; sono i santi violenti &#8212; coloro che lottano, che si strappano dal peccato, che non fanno compromessi &#8212; il loro opposto non &#232; il peccatore che cade e si rialza. Il loro opposto &#232; il tiepido: colui che non lotta pi&#249;, che si &#232; sistemato in una religiosit&#224; comoda, che prega meccanicamente senza cuore, che si rifugia nel &#171;non esageriamo, va bene cos&#236;&#187;.</p><p>Ho citato nel video Apocalisse 3,16: &#171;Poich&#233; sei tiepido, non sei caldo n&#233; freddo, sto per vomitarti dalla mia bocca&#187;. Il verbo greco &#232; <strong>&#7952;&#956;&#941;&#963;&#945;&#953;</strong> (<em>em&#233;sai</em>), dalla stessa radice di &#171;emesi&#187; &#8212; un rigetto fisico, viscerale, che esprime una repulsione profonda. Non un rimprovero pacato: un disgusto. Il Signore non usa queste parole per il peccatore che cade, ma per chi ha smesso di combattere. E questo dovrebbe farci tremare.</p><p>La tiepidezza non &#232; un peccato tra gli altri: &#232; la rinuncia alla lotta. &#200; la resa silenziosa camuffata da prudenza. Il tiepido &#232; pi&#249; lontano dal regno del peccatore che piange il proprio peccato, perch&#233; quest&#8217;ultimo conserva almeno la coscienza di aver sbagliato. Il tiepido ha smarrito perfino quella.</p><h2>7. &#171;Tanto Dio &#232; buono&#187;: la distorsione pi&#249; pericolosa</h2><p>Nel video ho parlato con forza di una frase che sento ripetere troppo spesso: &#171;Tanto Dio &#232; buono, mi perdona sempre&#187;. L&#8217;ho definita tremenda e micidiale, e voglio spiegare perch&#233; con il rigore che il tema merita.</p><p>Ridurre la misericordia divina a un automatismo non &#232; un atto di fede: &#232; un suo stravolgimento sacrilego. La misericordia &#232; l&#8217;amore di Dio che risponde al pentimento dell&#8217;uomo. Senza pentimento autentico, senza <strong>&#956;&#949;&#964;&#940;&#957;&#959;&#953;&#945;</strong> (<em>met&#225;noia</em>) &#8212; che in greco non significa semplicemente &#171;pentirsi&#187; ma rovesciare radicalmente il proprio modo di pensare e vivere &#8212; la misericordia non viene annullata in Dio, ma non pu&#242; operare nell&#8217;uomo, perch&#233; &#232; l&#8217;uomo stesso che le sbarra la porta.</p><p>Sant&#8217;Agostino classificava la presunzione della misericordia divina tra i peccati contro lo Spirito Santo. Non perch&#233; Dio non possa perdonare, ma perch&#233; chi presume del perdono rifiuta di fatto la conversione &#8212; e dunque si colloca deliberatamente fuori dalla portata della grazia. Come ho detto nel video: questa &#232; la strada pi&#249; veloce e sicura per perdere eternamente la propria anima. Non lo dico per spaventare &#8212; lo dico perch&#233; il Vangelo lo dice.</p><h2>8. I volti della violenza santa</h2><p>Verso la fine del video ho elencato una serie di figure concrete: la mamma che non molla la croce, il coniuge fedele, il giovane che spegne lo schermo, il lavoratore onesto, il sacerdote che resta fedele nella solitudine, la suora che prega nel silenzio, la moglie che perdona dopo aver pianto, il malato che offre il dolore, il disoccupato che non perde la speranza.</p><p>Voglio che questi volti restino impressi, perch&#233; sono la traduzione concreta di &#946;&#953;&#940;&#950;&#949;&#964;&#945;&#953;. La violenza santa non &#232; quasi mai clamorosa. Non fa notizia. Non appare sui social. &#200; la fedelt&#224; eroica nel quotidiano, la lotta che nessuno vede e che nessuno applaude.</p><p>San Francesco si spogli&#242; di tutto &#8212; rinunci&#242; alla ricchezza, al nome, al comfort. Santa Teresa d&#8217;&#193;vila riform&#242; il Carmelo contro resistenze feroci, anche dall&#8217;interno della Chiesa. San Pio da Pietrelcina resistette a Satana, alla malattia, alla derisione, al disprezzo, all&#8217;incomprensione ecclesiastica &#8212; non con rabbia, ma con una determinazione che solo lo Spirito Santo poteva alimentare. Questi sono i &#946;&#953;&#945;&#963;&#964;&#945;&#943; del Vangelo.</p><p>Ma lo &#232; anche &#8212; e non lo dimenticate &#8212; il cristiano anonimo che stasera si inginocchia e dice: &#171;Basta, Signore, non ce la faccio pi&#249;, voglio rinascere&#187;. Quella preghiera &#232; violenza santa.</p><h2>9. Corriamo: la parola finale della Scrittura</h2><p>Ho chiuso il video con Ebrei 12,1-2, e voglio chiudere anche questo articolo con lo stesso testo, perch&#233; offre la sintesi perfetta di tutto ci&#242; che abbiamo detto:</p><blockquote><p>&#964;&#961;&#941;&#967;&#969;&#956;&#949;&#957; &#948;&#953;&#8217; &#8017;&#960;&#959;&#956;&#959;&#957;&#8134;&#962; &#964;&#8056;&#957; &#960;&#961;&#959;&#954;&#949;&#943;&#956;&#949;&#957;&#959;&#957; &#7969;&#956;&#8150;&#957; &#7936;&#947;&#8182;&#957;&#945;, &#7936;&#966;&#959;&#961;&#8182;&#957;&#964;&#949;&#962; &#949;&#7984;&#962; &#964;&#8056;&#957; &#964;&#8134;&#962; &#960;&#943;&#963;&#964;&#949;&#969;&#962; &#7936;&#961;&#967;&#951;&#947;&#8056;&#957; &#954;&#945;&#8054; &#964;&#949;&#955;&#949;&#953;&#969;&#964;&#8052;&#957; &#7992;&#951;&#963;&#959;&#8166;&#957;.</p><p><em>&#171;Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Ges&#249;, autore e perfezionatore della fede.&#187;</em> (Eb 12,1-2)</p></blockquote><p>La parola chiave &#232; <strong>&#8017;&#960;&#959;&#956;&#959;&#957;&#942;</strong> (<em>hypomon&#233;</em>): non la pazienza passiva di chi subisce, ma la resistenza attiva di chi sta in piedi sotto il peso. &#200; il soldato che non abbandona la posizione. &#200; la capacit&#224; di restare quando tutto spinge a cedere. &#200;, ancora una volta, la violenza santa: non un atto eroico isolato, ma una fedelt&#224; quotidiana che si misura non nei momenti di esaltazione, ma in quelli di buio.</p><p>E lo sguardo &#8212; &#7936;&#966;&#959;&#961;&#8182;&#957;&#964;&#949;&#962;, &#171;tenendo fisso lo sguardo&#187; &#8212; &#232; su Ges&#249;. Non sulle nostre forze, non sulle nostre cadute, non sul giudizio del mondo: su Cristo. Autore della fede, perfezionatore della fede. Inizio e fine di ogni lotta.</p><p>Il cielo non &#232; per chi aspetta. Il cielo &#232; per chi lotta, ama, cade e si rialza con Cristo nostro Signore.</p><p><em>Sia lodato Ges&#249; Cristo<br>Sempre sia lodato</em></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il grido che Dio non censura]]></title><description><![CDATA[Se Dio &#232; buono, perch&#233; soffrono gli innocenti? Non una risposta &#8212; un cammino dentro la domanda pi&#249; scandalosa della fede.]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/il-grido-che-dio-non-censura</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/il-grido-che-dio-non-censura</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:42:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-ye78OOxcWlA" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;ye78OOxcWlA&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ye78OOxcWlA?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>C&#8217;&#232; una domanda che non nasce nei libri. Nasce ai piedi di un letto d&#8217;ospedale pediatrico, nasce al funerale di un bambino, nasce nella notte di una madre che stringe un figlio che non risponde pi&#249;. &#200; la domanda pi&#249; antica e pi&#249; scandalosa del mondo, e non me ne vergogno: &#232; anche la mia.</p><p>Se Dio &#232; buono, perch&#233; permette la sofferenza degli innocenti?</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Lo dico subito: non ho una risposta. E diffido di chiunque dica di averla. Ho un cammino, ho la Scrittura, ho duemila anni di santi e teologi che hanno attraversato questo buio prima di me &#8212; e nessuno di loro ne &#232; uscito con una formula. Sono usciti con delle cicatrici. E con una fiducia che, paradossalmente, era pi&#249; forte di prima.</p><p>Quello che voglio fare oggi non &#232; spiegarti il dolore. &#200; camminarci dentro con te, con gli strumenti che ho: il testo biblico, la Tradizione, e l&#8217;onest&#224; di dire ci&#242; che non so.</p><p>La prima cosa da stabilire &#232; questa: chi si pone questa domanda non &#232; un miscredente. &#200; una persona vera. &#200; &#8212; oserei dire &#8212; una persona pi&#249; vicina a Dio di chi non se la pone mai.</p><p>Lo sai perch&#233;? Perch&#233; questa domanda attraversa tutta la Scrittura. Non &#232; un corpo estraneo nella Bibbia &#8212; &#232; una delle sue voci pi&#249; potenti.</p><p>Il Salmo 22 si apre con un grido: &#1488;&#1461;&#1500;&#1460;&#1497; &#1488;&#1461;&#1500;&#1460;&#1497; &#1500;&#1464;&#1502;&#1464;&#1492; &#1506;&#1458;&#1494;&#1463;&#1489;&#1456;&#1514;&#1464;&#1468;&#1504;&#1460;&#1497; &#8212; <em>El&#236;, El&#236;, lam&#224; azavt&#224;ni</em> &#8212; &#8220;Dio mio, Dio mio, perch&#233; mi hai abbandonato?&#8221; Sono le stesse parole che Ges&#249; pronuncer&#224; sulla croce (Mt 27,46). Il Figlio di Dio non muore citando un salmo di lode. Muore citando un salmo di lamento. Muore gridando la domanda che tu ed io ci facciamo nei momenti pi&#249; bui.</p><p>Geremia maledice il giorno in cui &#232; nato (Ger 20,14-18). Giobbe accusa Dio di averlo preso di mira senza motivo. I salmi imprecatori chiedono a Dio di schiacciare i nemici con una violenza che ci mette a disagio. La Bibbia non censura il grido dell&#8217;uomo che soffre. Lo accoglie, lo canonizza, lo mette nel libro sacro come parola ispirata.</p><p>E questo &#232; il primo dato teologico fondamentale: il lamento non &#232; il contrario della fede. &#200; una delle sue forme pi&#249; pure. Chi grida a Dio sta ancora parlando con Lui. Chi ha smesso di gridare, spesso, ha smesso di credere.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png" width="1456" height="813" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:813,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:9465270,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/i/188480919?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Uxdd!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9881932f-d43e-4809-af47-b235f3eb1c90_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">&#1500;&#1464;&#1502;&#1464;&#1492; &#1510;&#1463;&#1491;&#1460;&#1468;&#1497;&#1511;&#1460;&#1497;&#1501; &#1505;&#1493;&#1465;&#1489;&#1456;&#1500;&#1460;&#1497;&#1501; &#8212; Lam&#224; tzaddiq&#236;m sovl&#236;m? &#8212; "Perch&#233; i giusti soffrono?" &#200; la domanda incisa nella pietra e nel cuore di ogni uomo. &#200; la domanda di Giobbe, dei Salmi, di ogni madre davanti al dolore di un figlio. Dio non l'ha mai censurata. L'ha fatta sua sulla croce....</figcaption></figure></div><p>Prima di dire cosa fa Dio di fronte al dolore, devo dire cosa non fa. Perch&#233; secoli di teologia popolare distorta hanno prodotto un&#8217;immagine di Dio che &#232; una bestemmia mascherata da devozione.</p><p>Dio non manda il cancro a un bambino per &#8220;metterci alla prova.&#8221; Dio non uccide un figlio per &#8220;insegnare qualcosa&#8221; ai genitori. Dio non distribuisce sofferenza come un pedagogo sadico che picchia per educare. Se la tua immagine di Dio &#232; questa, non hai un problema di fede &#8212; hai un problema di idolatria, perch&#233; stai adorando un mostro, non il Padre di Ges&#249; Cristo.</p><p>La Lettera di Giacomo lo dice con una chiarezza che non ammette equivoci: &#956;&#951;&#948;&#949;&#8054;&#962; &#960;&#949;&#953;&#961;&#945;&#950;&#972;&#956;&#949;&#957;&#959;&#962; &#955;&#949;&#947;&#941;&#964;&#969; &#8005;&#964;&#953; &#7936;&#960;&#8056; &#920;&#949;&#959;&#8166; &#960;&#949;&#953;&#961;&#940;&#950;&#959;&#956;&#945;&#953;&#183; &#8001; &#947;&#8048;&#961; &#920;&#949;&#8056;&#962; &#7936;&#960;&#949;&#943;&#961;&#945;&#963;&#964;&#972;&#962; &#7952;&#963;&#964;&#953;&#957; &#954;&#945;&#954;&#8182;&#957; &#8212; &#8220;Nessuno, quando &#232; tentato, dica: sono tentato da Dio. Dio non pu&#242; essere tentato dal male e non tenta nessuno al male&#8221; (Gc 1,13). Il termine greco &#7936;&#960;&#949;&#943;&#961;&#945;&#963;&#964;&#959;&#962; &#8212; <em>ape&#237;rastos</em> &#8212; &#232; fortissimo: significa letteralmente &#8220;non toccato dal male&#8221;, &#8220;estraneo al male.&#8221; <strong>Non c&#8217;&#232; alcuna complicit&#224; tra Dio e il male.</strong> Nessuna.</p><p>E allora da dove viene il male? La Genesi racconta l&#8217;ingresso del peccato nel mondo attraverso la libert&#224; umana. Ma attenzione &#8212; e qui devo essere onesto &#8212; la libert&#224; umana spiega il male morale (la guerra, l&#8217;omicidio, l&#8217;ingiustizia), non spiega il male naturale (il terremoto, il tumore, la malformazione genetica di un neonato). Un bambino che nasce con una malattia terminale non &#232; vittima della libert&#224; di nessuno. &#200; vittima di un mondo che la teologia chiama &#8220;caduto&#8221; &#8212; un mondo in cui la creazione stessa, come dice Paolo, &#8220;geme nelle doglie del parto&#8221; (Rm 8,22). &#200; un gemito cosmico, non una punizione individuale.</p><p>Questa distinzione &#232; cruciale. Se la salti, finisci per dire alle persone che soffrono che &#232; colpa loro o che Dio &#8220;ha un piano&#8221; &#8212; e queste parole, dette al momento sbagliato, sono pietre lanciate contro chi &#232; gi&#224; a terra.</p><p>Se c&#8217;&#232; un libro della Bibbia che affronta il tema della sofferenza innocente senza scorciatoie, &#232; Giobbe. E non &#232; un caso che sia anche uno dei libri pi&#249; fraintesi.</p><p>Giobbe &#232; un uomo giusto &#8212; il testo lo dice esplicitamente: &#1488;&#1460;&#1497;&#1513;&#1473; &#1514;&#1464;&#1468;&#1501; &#1493;&#1456;&#1497;&#1464;&#1513;&#1464;&#1473;&#1512; &#8212; <em>ish tam veyash&#224;r</em> &#8212; &#8220;uomo integro e retto&#8221; (Gb 1,1). Non &#232; un peccatore punito. Non ha fatto nulla di male. La sua sofferenza non ha causa morale. Questo &#232; il punto di partenza del libro &#8212; e chi lo ignora, fraintende tutto ci&#242; che segue.</p><p>Gli amici di Giobbe &#8212; Elifaz, Bildad, Zofar &#8212; rappresentano la teologia della retribuzione: soffri perch&#233; hai peccato. &#200; la teologia pi&#249; comoda del mondo, perch&#233; d&#224; una spiegazione a tutto. Ed &#232; la teologia che Dio stesso condanna alla fine del libro: &#8220;La mia ira si &#232; accesa contro di te, Elifaz, e contro i tuoi due amici, perch&#233; non avete detto di me cose giuste come il mio servo Giobbe&#8221; (Gb 42,7).</p><p>Rileggilo: Dio d&#224; ragione a Giobbe &#8212; a colui che ha gridato, accusato, preteso risposte &#8212; e torto agli amici che difendevano Dio con argomenti teologici puliti. Questo &#232; sconvolgente. Dio preferisce il grido onesto alla teologia accomodante.</p><p>Ma Giobbe riceve una risposta? S&#236; e no. Dio risponde dalla tempesta (Gb 38-41) &#8212; ma non spiega il perch&#233; della sofferenza. Non dice &#8220;hai sofferto perch&#233;...&#8221; Non offre una causa. Offre la sua presenza. Dice, in sostanza: &#8220;Io sono qui. Io sono pi&#249; grande di ci&#242; che puoi comprendere. E questo deve bastarti.&#8221;</p><p>La risposta di Giobbe &#232;: &#1513;&#1456;&#1473;&#1502;&#1463;&#1506;&#1470;&#1488;&#1465;&#1494;&#1462;&#1503; &#1513;&#1456;&#1473;&#1502;&#1463;&#1506;&#1456;&#1514;&#1460;&#1468;&#1497;&#1498;&#1464; &#1493;&#1456;&#1506;&#1463;&#1514;&#1464;&#1468;&#1492; &#1506;&#1461;&#1497;&#1504;&#1460;&#1497; &#1512;&#1464;&#1488;&#1464;&#1514;&#1456;&#1498;&#1464; &#8212; &#8220;Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede&#8221; (Gb 42,5). Non ha ricevuto una spiegazione. Ha ricevuto un incontro. E l&#8217;incontro gli &#232; bastato.</p><p>C&#8217;&#232; un salto che separa l&#8217;Antico Testamento dal Nuovo, e quel salto &#232; la croce.</p><p>Nell&#8217;Antico Testamento Dio risponde al dolore con la sua presenza. Nel Nuovo Testamento fa qualcosa di impensabile: entra nel dolore. Non lo osserva dall&#8217;alto, non lo gestisce da lontano &#8212; lo subisce. Il Figlio di Dio muore. Non in senso figurato, non in senso mistico &#8212; muore realmente, con chiodi reali, soffocamento reale, e un&#8217;angoscia spirituale che va oltre qualsiasi sofferenza fisica.</p><p>Nel Getsemani &#8212; e chi ha letto il mio libro sa quanto questo luogo mi stia a cuore &#8212; Ges&#249; sperimenta il &#960;&#949;&#961;&#943;&#955;&#965;&#960;&#959;&#962;, l&#8217;angoscia mortale, il peso di tutto il male del mondo concentrato in un&#8217;unica notte. Sulla croce sperimenta l&#8217;abbandono: &#7960;&#955;&#969;&#912;, &#7960;&#955;&#969;&#912;, &#955;&#949;&#956;&#8048; &#963;&#945;&#946;&#945;&#967;&#952;&#940;&#957;&#953; &#8212; &#8220;Dio mio, Dio mio, perch&#233; mi hai abbandonato?&#8221; (Mc 15,34). Marco preserva l&#8217;aramaico originale &#8212; non lo traduce subito &#8212; perch&#233; quel grido &#232; troppo crudo per essere addomesticato.</p><p>E qui sta il cuore della risposta cristiana al dolore &#8212; una risposta che non &#232; una spiegazione ma una solidariet&#224; ontologica: non esiste luogo di sofferenza umana dove Dio non sia gi&#224; stato. Non esiste abisso che Cristo non abbia gi&#224; toccato. Non esiste notte cos&#236; buia dove il Figlio di Dio non abbia gi&#224; gridato.</p><p>Quando una madre tiene in braccio un figlio morente, Dio non &#232; &#8220;lass&#249;&#8221; che guarda. Dio &#232; l&#236; &#8212; nel corpo di quel bambino, nelle lacrime di quella madre, nella carne del Figlio che ha scelto di morire perch&#233; nessun dolore umano restasse senza la presenza divina.</p><p>Questo non toglie il dolore. Non lo spiega. Ma lo trasforma radicalmente: da solitudine assoluta a solitudine abitata.</p><p>Devo dire una cosa scomoda, e la dico perch&#233; ci credo.</p><p>Nella predicazione cristiana &#8212; anche nella mia, anche nei miei video &#8212; c&#8217;&#232; un rischio costante: trasformare la redenzione della sofferenza in una formula che anestetizza il dolore. &#8220;Offri tutto a Ges&#249;.&#8221; &#8220;La sofferenza unita a Cristo salva.&#8221; &#8220;Un giorno capirai.&#8221;</p><p>Queste frasi sono teologicamente vere. Ma dette al momento sbagliato, alla persona sbagliata, nel modo sbagliato, diventano violenza spirituale. Dire a una madre che ha appena perso un figlio &#8220;offri il tuo dolore a Cristo&#8221; &#232; come dare uno schiaffo a chi sta annegando.</p><p>Dietrich Bonhoeffer parlava di &#8220;grazia a buon mercato&#8221; &#8212; una grazia che giustifica il peccato senza chiedere conversione. Io credo che esista anche una &#8220;redenzione a buon mercato&#8221; &#8212; una redenzione che giustifica il dolore senza averlo attraversato, che parla di senso senza aver toccato il non-senso, che corre alla risurrezione saltando il Venerd&#236; Santo.</p><p>La croce prima della risurrezione. Il Getsemani prima della croce. Il silenzio di Dio prima della risposta di Dio. Non si pu&#242; saltare nessun passaggio. Chi soffre ha diritto di stare nel buio il tempo che gli serve, senza che nessuno gli accenda la luce in faccia dicendo &#8220;guarda il lato positivo.&#8221;</p><p>Ges&#249; stesso nel Getsemani non salta al &#8220;sia fatta la tua volont&#224;&#8221; immediatamente. Prima suda sangue. Prima chiede che il calice passi. Prima vive il terrore. L&#8217;abbandono al Padre non &#232; un atto istantaneo &#8212; &#232; il frutto di un&#8217;agonia. E noi non abbiamo il diritto di chiedere agli altri di arrivare dove Cristo stesso ha impiegato un&#8217;intera notte per arrivare.</p><p>Paolo, nella Lettera ai Romani, scrive una delle frasi pi&#249; citate e meno comprese del Nuovo Testamento:</p><p>&#955;&#959;&#947;&#943;&#950;&#959;&#956;&#945;&#953; &#947;&#8048;&#961; &#8005;&#964;&#953; &#959;&#8016;&#954; &#7940;&#958;&#953;&#945; &#964;&#8048; &#960;&#945;&#952;&#942;&#956;&#945;&#964;&#945; &#964;&#959;&#8166; &#957;&#8166;&#957; &#954;&#945;&#953;&#961;&#959;&#8166; &#960;&#961;&#8056;&#962; &#964;&#8052;&#957; &#956;&#941;&#955;&#955;&#959;&#965;&#963;&#945;&#957; &#948;&#972;&#958;&#945;&#957; &#7936;&#960;&#959;&#954;&#945;&#955;&#965;&#966;&#952;&#8134;&#957;&#945;&#953; &#949;&#7984;&#962; &#7969;&#956;&#8118;&#962; &#8212; &#8220;Ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sar&#224; rivelata in noi&#8221; (Rm 8,18).</p><p>Molti leggono questo versetto come un invito a minimizzare la sofferenza: &#8220;Non lamentarti, tanto poi c&#8217;&#232; il Paradiso.&#8221; Ma il contesto dice l&#8217;opposto. Leggi i versetti successivi: Paolo parla di una creazione intera che geme (&#963;&#964;&#949;&#957;&#940;&#950;&#949;&#953;, Rm 8,22), di noi stessi che gemiamo interiormente (Rm 8,23), e dello Spirito che intercede per noi con gemiti inesprimibili &#8212; &#963;&#964;&#949;&#957;&#945;&#947;&#956;&#959;&#8150;&#962; &#7936;&#955;&#945;&#955;&#942;&#964;&#959;&#953;&#962; (Rm 8,26).</p><p>Il termine &#7936;&#955;&#940;&#955;&#951;&#964;&#959;&#962; &#8212; <em>al&#225;l&#275;tos</em> &#8212; &#232; straordinario: significa letteralmente &#8220;che non pu&#242; essere detto a parole.&#8221; Lo Spirito Santo prega per noi con un linguaggio che supera le parole. Quando non sai cosa dire, quando il dolore ti ha tolto la voce, quando non riesci nemmeno a formulare una preghiera &#8212; lo Spirito lo sta gi&#224; facendo per te, con un gemito che non ha bisogno di parole.</p><p>Paolo non sta minimizzando il dolore. Sta dicendo che il dolore &#232; reale, cosmico, universale &#8212; e che nonostante tutto, la gloria futura lo superer&#224;. Non lo canceller&#224; retroattivamente, non lo render&#224; &#8220;come se non fosse mai successo.&#8221; Lo trasfigurer&#224;. Come le ferite del Risorto &#8212; ancora visibili, ancora toccabili, ma illuminate da una luce nuova.</p><p>Se sei nel dolore adesso &#8212; non domani, non in teoria, adesso &#8212; non ti dico &#8220;offri tutto a Ges&#249;.&#8221; Ti dico tre cose.</p><p>La prima: grida. Hai il permesso di gridare. Hai il permesso biblico, teologico, cristologico di gridare. Cristo lo ha fatto. I salmisti lo hanno fatto. Giobbe lo ha fatto. Dio non si offende del tuo grido &#8212; si offende del tuo silenzio forzato, di quella compostezza che non &#232; fede ma paura.</p><p>La seconda: non restare solo. Il dolore vissuto in isolamento diventa disperazione. Il dolore condiviso &#8212; con un amico, un sacerdote, una comunit&#224;, anche solo con qualcuno che sta zitto accanto a te &#8212; diventa sopportabile. Gli amici di Giobbe, prima di sbagliare tutto con le loro teologie, fanno una cosa giusta: &#8220;Sedettero con lui per terra sette giorni e sette notti. Nessuno gli rivolgeva la parola perch&#233; vedevano che il suo dolore era molto grande&#8221; (Gb 2,13). Sette giorni di silenzio accanto a chi soffre. &#200; la cosa pi&#249; cristiana che puoi fare per qualcuno che sta soffrendo.</p><p>La terza: non chiudere la porta a Dio. Non perch&#233; Dio si offenda &#8212; ma perch&#233; nel momento in cui chiudi quella porta, resti solo con il tuo dolore, e il dolore da solo, senza orizzonte, diventa inferno. Tieni quella porta aperta anche solo di una fessura. Anche solo per dire: &#8220;Non capisco niente, non sento niente, ma sono ancora qui.&#8221;</p><p>Il resto &#8212; il senso, la luce, la trasfigurazione &#8212; verr&#224;. Non quando lo decidi tu, non quando lo decide un predicatore, non quando lo decide un libro di teologia. Verr&#224; quando Dio decider&#224; che &#232; il momento. E nel frattempo, il tuo compito non &#232; capire. </p><p><strong>&#200; resistere.</strong></p><div class="pullquote"><p><em>Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sar&#224; rivelata in noi. (Romani 8,18)</em> Non perch&#233; il dolore sia piccolo. Ma perch&#233; la gloria sar&#224; immensa.</p></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Smetti di guardarti intorno. Guarda in alto.]]></title><description><![CDATA[La tentazione del confronto &#232; il veleno pi&#249; sottile che il nemico usa per separarti da Dio. Ed &#232; tempo di smascherarla.]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/smetti-di-guardarti-intorno-guarda</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/smetti-di-guardarti-intorno-guarda</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 13:51:38 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/47af6b06-0276-4d1a-9234-cfed9447c399_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-ay4St8s4tnU" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;ay4St8s4tnU&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ay4St8s4tnU?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>C&#8217;&#232; una domanda che ci visita nei momenti peggiori. Non bussa &#8212; entra. Si siede al tavolo della nostra coscienza e comincia a parlare con una voce che somiglia terribilmente alla nostra.</p><blockquote><p><em><strong>Perch&#233; lui s&#236; e io no?</strong></em></p></blockquote><p>Conosco quella voce. L&#8217;ho sentita nelle notti in cui il silenzio diventa un tribunale. L&#8217;ho sentita davanti al successo di un conoscente, davanti alla famiglia apparentemente perfetta di un amico, davanti alla serenit&#224; ostentata di chi sembrava avere tutto ci&#242; che a me mancava. E ogni volta che le ho dato ascolto, ogni volta che ho lasciato che quella domanda mettesse radici, il risultato &#232; stato lo stesso: <em>mi sono allontanato da Dio</em>. Non con un gesto clamoroso, non con un tradimento eclatante o un rinnegamento. No. Mi sono allontanato nel modo pi&#249; pericoloso possibile &#8212; lentamente, impercettibilmente, come una barca che perde l&#8217;ormeggio di notte.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Questa &#232; la tentazione del confronto. E oggi voglio parlarne senza filtri, perch&#233; credo che sia una delle armi pi&#249; efficaci che il nemico usa contro di noi.</p><h3>Il meccanismo: come il confronto diventa veleno</h3><p>Il confronto, di per s&#233;, non &#232; peccato. Il cervello umano &#232; cablato per comparare: &#232; un meccanismo evolutivo, cognitivo, inevitabile. Il problema inizia quando il confronto smette di essere un&#8217;osservazione e diventa un giudizio &#8212; su Dio.</p><p>Perch&#233; quando dici &#8220;perch&#233; lui s&#236; e io no&#8221;, quello che stai realmente dicendo &#232;: <em>Dio, hai sbagliato. Hai dato a lui ci&#242; che spettava a me. Sei ingiusto.</em> Non lo formuli cos&#236;, ovviamente. Sarebbe troppo esplicito, troppo riconoscibile. Ma &#232; esattamente questo il contenuto di quel pensiero. &#200; un atto d&#8217;accusa contro la provvidenza.</p><p>San Paolo in Galati 6,4-5 lo dice con una chiarezza che taglia: <em>&#171;Ciascuno esamini la propria condotta e allora trover&#224; motivo di vanto solo in se stesso e non confrontandosi con gli altri. Ciascuno infatti porter&#224; il proprio fardello&#187;</em>. Paolo non sta dando un consiglio di psicologia positiva. Sta enunciando una legge spirituale: il tuo fardello &#232; tuo. Non &#232; intercambiabile. Non &#232; confrontabile. &#200; il materiale con cui Dio sta costruendo la tua santit&#224; &#8212; e solo la tua.</p><p>C&#8217;&#232; una scena nel Vangelo che racconta tutto questo con una potenza narrativa straordinaria. &#200; Giovanni 21,18-22 &#8212; gli ultimi versetti del quarto Vangelo prima dell&#8217;epilogo.</p><p>Ges&#249; ha appena detto a Pietro come morir&#224;. Gli ha annunciato il martirio. Pietro &#8212; l&#8217;uomo che aveva tradito per paura della morte &#8212; riceve ora la profezia della sua fine. E cosa fa? Si volta, vede Giovanni, e chiede: <em>&#171;Signore, e lui?&#187;</em> (Gv 21,21).</p><p>La domanda di Pietro &#232; la nostra domanda. &#200; la domanda universale. <em>E lui, Signore? A lui cosa succede? Perch&#233; a me la croce e a lui no?</em></p><p>La risposta di Ges&#249; &#232; tra le pi&#249; dure e dolci del Vangelo: <em>&#171;Se voglio che egli rimanga finch&#233; io venga, a te che importa? Tu seguimi&#187;</em> (Gv 21,22).</p><p>In greco, il verbo &#232; &#7936;&#954;&#959;&#955;&#959;&#973;&#952;&#949;&#953; &#8212; <em>akolo&#250;thei</em> &#8212; imperativo presente, che indica un&#8217;azione continua, non un singolo atto. Non &#8220;seguimi adesso&#8221;, ma &#8220;continua a seguirmi, ogni giorno, senza fermarti a guardare gli altri&#8221;. E quel &#963;&#8058; &#8212; <em>s&#249;</em> &#8212; &#8220;tu&#8221; &#8212; &#232; enfatico. Tu, Pietro. Tu, non lui. Il tuo cammino &#232; il tuo cammino. La risposta di Ges&#249; non &#232; una semplice correzione. &#200; una rivelazione: la tua relazione con me &#232; irriducibilmente personale. Non ammette intermediari, confronti, classifiche.</p><div class="install-substack-app-embed install-substack-app-embed-web" data-component-name="InstallSubstackAppToDOM"><img class="install-substack-app-embed-img" src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Rm0e!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcba7038d-ac58-43fa-9449-08d648ce80d2_1280x1280.png"><div class="install-substack-app-embed-text"><div class="install-substack-app-header">Ottieni di pi&#249; da Vincenzo Lo Palo nell'App Substack</div><div class="install-substack-app-text">Disponibile per iOS e Android</div></div><a href="https://substack.com/app/app-store-redirect?utm_campaign=app-marketing&amp;utm_content=author-post-insert&amp;utm_source=vincenzolopalo" target="_blank" class="install-substack-app-embed-link"><button class="install-substack-app-embed-btn button primary">Scarica l'app</button></a></div><p>Facciamo un esercizio di onest&#224;. Pensa a queste situazioni &#8212; e dimmi se non ti ci riconosci.</p><p><strong>Il collega che ottiene la promozione.</strong> Tu lavori da anni. Arrivi prima, esci dopo. Dai tutto. Poi la promozione va a quello arrivato sei mesi fa che sa vendersi meglio. E dentro di te parte il veleno: &#8220;Non &#232; giusto.&#8221; Ma la domanda vera non &#232; se sia giusto secondo i criteri umani. La domanda vera &#232;: stai lavorando per la gloria di Dio o per il riconoscimento degli uomini? Perch&#233; se lavori per Dio, la promozione dell&#8217;altro non ti toglie nulla. Se lavori per gli uomini, tutto ti sembrer&#224; insufficiente, sempre. Colossesi 3,23: <em>&#171;Qualunque cosa facciate, fatela di cuore, come per il Signore e non per gli uomini&#187;</em>.</p><p><strong>La famiglia che sembra perfetta.</strong> Li vedi a Messa la domenica. Sorridono. I figli composti. Lui le tiene la mano. E tu torni a casa con tuo marito che non ti parla, o con tua moglie che non ti capisce, e pensi: &#8220;Perch&#233; loro s&#236; e noi no?&#8221; Ma tu non sai cosa succede dietro quella porta chiusa. Non sai quali battaglie combattono nel silenzio. E soprattutto, il matrimonio degli altri non &#232; il metro della tua santificazione. La tua croce coniugale &#8212; quella difficile, quella che ti costa lacrime &#8212; potrebbe essere esattamente il luogo in cui Dio ti sta chiamando alla santit&#224; pi&#249; alta. Non nonostante la sofferenza, ma attraverso di essa.</p><p><strong>Chi prega con fervore e tu ti senti arido.</strong> Questo &#232; forse il confronto pi&#249; doloroso. Vedi qualcuno che prega e piange di gioia, che ha visioni, consolazioni, e tu sei l&#236;, in ginocchio, con la bocca asciutta e il cuore di pietra. E pensi che Dio ami lui pi&#249; di te. Ma i mistici &#8212; Giovanni della Croce, Teresa d&#8217;Avila, Madre Teresa di Calcutta &#8212; insegnano l&#8217;opposto: la notte oscura non &#232; l&#8217;assenza di Dio, &#232; la sua presenza pi&#249; profonda. &#200; Dio che ti sta svezzando dalle consolazioni per condurti alla fede pura, quella che non ha bisogno di sentire per credere. Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto (Gv 20,29).</p><p>Se c&#8217;&#232; un luogo nel Vangelo dove la tentazione del confronto viene annientata, &#232; il Getsemani.</p><p>Ges&#249;, nell&#8217;orto, suda sangue. Chiede al Padre di allontanare il calice. E il Padre non risponde. O meglio, risponde con il silenzio, che &#232; la risposta pi&#249; terribile per chi soffre. Ges&#249; non dice: &#8220;Perch&#233; io e non un altro?&#8221; Non si confronta con nessuno. Non guarda i discepoli che dormono e dice: &#8220;Perch&#233; loro possono riposare e io no?&#8221; Dice soltanto: <em>&#171;Non la mia volont&#224;, ma la tua sia fatta&#187;</em> (Lc 22,42).</p><p>Ecco il punto. Il confronto muore dove nasce l&#8217;abbandono. Non l&#8217;abbandono come rassegnazione passiva &#8212; ma l&#8217;abbandono come atto supremo di fiducia. Dire a Dio: &#8220;Non capisco, non vedo, non sento, ma mi fido&#8221; &#232; l&#8217;atto pi&#249; radicale che un essere umano possa compiere. Ed &#232; esattamente l&#8217;opposto del confronto, che dice: &#8220;Non mi fido, perch&#233; vedo che ad altri hai dato di pi&#249;.&#8221;</p><p>Tommaso da Kempis, nel terzo libro dell&#8217;<em>Imitazione di Cristo</em>, mette in bocca a Ges&#249; parole che dovrebbero essere scolpite nel cuore di ognuno di noi.</p><p>Capitolo 24: <em>&#171;Che cosa importa a te di questo o di quello? Tu seguimi.&#187;</em></p><p>E ancora, capitolo 41: <em>&#171;Non affliggerti se vedi che gli altri sono onorati e innalzati, mentre tu sei disprezzato e umiliato. Eleva il tuo cuore a me in cielo e non ti rattristerer&#224; il disprezzo degli uomini sulla terra.&#187;</em></p><p>&#8220;Eleva il tuo cuore a me in cielo.&#8221; Questo &#232; il vero antidoto. Non &#232; la forza di volont&#224;. Non &#232; il pensiero positivo. Non &#232; lo stoicismo. &#200; un movimento verticale: smettere di guardare orizzontalmente &#8212; lui, lei, loro &#8212; e guardare in alto. <strong>Il confronto &#232; sempre orizzontale. La fede &#232; verticale.</strong></p><p>In Matteo 25,14-30, Ges&#249; racconta la parabola dei talenti. Un padrone distribuisce i suoi beni: cinque talenti a uno, due a un altro, uno al terzo. A ciascuno secondo la sua capacit&#224;.</p><p>Nota bene: il padrone non chiede a quello con due talenti di renderne cinque. E non chiede a quello con un talento di renderne due. Chiede a ciascuno di far fruttare ci&#242; che ha ricevuto. Il servo fedele con due talenti riceve la stessa identica lode di quello con cinque: <em>&#171;Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti dar&#242; autorit&#224; su molto&#187;</em> (Mt 25,23).</p><p>La stessa lode. Le stesse parole. Lo stesso &#8220;entra nella gioia del tuo Signore.&#8221; Non c&#8217;&#232; una gioia di serie A per chi ha ricevuto di pi&#249; e una di serie B per chi ha ricevuto meno. Il metro non &#232; la quantit&#224;. Il metro &#232; la fedelt&#224;.</p><p>E allora ti chiedo: </p><div class="pullquote"><p>stai facendo fruttare ci&#242; che hai ricevuto, o stai perdendo tempo a contare ci&#242; che hanno ricevuto gli altri?</p></div><p>C&#8217;&#232; una promessa in Geremia che io porto nel cuore: <em>&#171;Io conosco i progetti che ho per voi &#8212; oracolo del Signore &#8212; progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza&#187;</em> (Ger 29,11).</p><p>&#8220;Io conosco.&#8221; Non tu. Non il tuo vicino. Non il tuo critico interiore. Io, Dio, conosco. E i progetti sono &#8220;per voi&#8221; &#8212; per te, personalmente, individualmente, irripetibilmente.</p><p>Il confronto nasce quando dimentichiamo questa promessa. Quando guardiamo il progetto dell&#8217;altro e pensiamo che sia migliore del nostro. Ma noi non vediamo il progetto completo. Vediamo un frammento, una stagione, un&#8217;apparenza. Dio vede il filo d&#8217;oro che sta tessendo nel segreto della nostra storia &#8212; e spesso quel filo passa proprio attraverso le cose che ci sembrano sbagliate, ingiuste, insopportabili.</p><div><hr></div><p>Voglio lasciarti con alcune domande. Non per colpevolizzarti, ma per aiutarti a fare luce.</p><ul><li><p>Con chi ti stai confrontando in questo momento? Nominalo, anche solo nel cuore.</p></li><li><p>Quel confronto, cosa ti sta dicendo su Dio? Ti sta dicendo che &#232; giusto o ingiusto? Che &#232; presente o assente? </p></li><li><p>Stai seguendo Ges&#249; o stai seguendo l&#8217;ombra di qualcun altro? </p></li><li><p>Se Ges&#249; ti dicesse adesso, come a Pietro, &#8220;Tu seguimi&#8221; &#8212; saresti capace di smettere di voltarti?</p></li></ul><p>La santit&#224;, cara amica o caro amico &#8212; lo dico a me stesso prima che a te &#8212; non &#232; un podio. Non c&#8217;&#232; un primo, un secondo, un terzo posto. <em>La santit&#224; &#232; una fedelt&#224; silenziosa, unica, personale, irripetibile</em>. &#200; dire ogni giorno, anche con le labbra secche e il cuore pesante: &#8220;Signore, non capisco, ma ti seguo. Non la mia volont&#224;, ma la tua sia fatta.&#8221;</p><p>Smetti di guardarti intorno. Guarda in alto.</p><p>E se oggi ti senti il servo con un solo talento, ricorda: Dio non ti chiede cinque. Ti chiede di far fruttare quell&#8217;uno con tutto il cuore. E la gioia che ti aspetta &#232; la stessa. La stessa identica gioia.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ci stiamo abituando al male?!]]></title><description><![CDATA[Cosa accade dentro di noi quando il male non ci scandalizza pi&#249;]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/ci-stiamo-abituando-al-male</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/ci-stiamo-abituando-al-male</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 17:14:55 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/56c73803-bc67-4dda-91c4-a12dc7971f65_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-5Blln_BiqFw" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;5Blln_BiqFw&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5Blln_BiqFw?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Nel video ho parlato di una sensazione che molti avvertono ma pochi analizzano davvero: quella strana indifferenza che si insinua quando assistiamo a qualcosa di oggettivamente sbagliato e, invece di reagire, restiamo interiormente immobili. Ho parlato di anestesia, e non era una parola scelta per impressionare. L&#8217;anestesia non cancella la ferita; semplicemente impedisce di sentirla. Il problema &#232; che, quando riguarda la coscienza, questa perdita di sensibilit&#224; non &#232; neutrale: &#232; gi&#224; una trasformazione profonda dell&#8217;uomo.</p><p><em><strong>All&#8217;inizio il male ci colpisce.</strong></em> Ci disturba, ci indigna, talvolta ci fa perfino soffrire. &#200; un segno sano. Significa che dentro di noi esiste ancora un criterio, una misura, una luce capace di distinguere. Tuttavia, quando l&#8217;esposizione si ripete ogni giorno &#8211; nelle notizie, nel linguaggio, nell&#8217;intrattenimento, nelle conversazioni &#8211; quella reazione iniziale si affievolisce. Non perch&#233; il male sia diminuito, ma perch&#233; la nostra capacit&#224; di percepirlo si &#232; adattata. E qui sta il nodo: l&#8217;adattamento che in biologia &#232; sopravvivenza, in ambito morale pu&#242; diventare decadimento.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Nel video ho citato Isaia: </p><blockquote><p>&#171;Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene&#187; (Is 5,20). </p></blockquote><p>Questo versetto non descrive semplicemente un comportamento; descrive un processo. Il punto decisivo non &#232; soltanto compiere il male, ma arrivare a ridefinirlo. Il cambiamento del linguaggio precede il cambiamento della coscienza. Quando il peccato non &#232; pi&#249; nominato come tale, quando viene riformulato come scelta personale, libert&#224;, diritto, autenticit&#224;, allora la battaglia si &#232; gi&#224; spostata dal piano dell&#8217;azione a quello della verit&#224;. E una volta che la verit&#224; viene relativizzata, anche la coscienza perde orientamento.</p><p>Qui occorre capire questo: la coscienza non &#232; un&#8217;emozione soggettiva, non &#232; ci&#242; che &#8220;mi fa sentire bene o male&#8221;. Nella tradizione cristiana, la coscienza &#232; il giudizio della ragione che applica la legge morale alla situazione concreta. Se la ragione viene confusa da narrazioni ambigue, anche la coscienza si offusca. </p><p>Per questo nel video ho parlato degli slogan evangelici estrapolati, come &#8220;Non giudicare&#8221;. Cristo non ha abolito il giudizio morale; ha condannato l&#8217;ipocrisia e l&#8217;arroganza. Nel medesimo discorso, infatti, invita a riconoscere gli alberi dai frutti. Dunque discernere &#232; necessario; ci&#242; che &#232; vietato &#232; la presunzione di superiorit&#224;. Quando per&#242; lo slogan viene isolato dal suo contesto, diventa uno scudo per rendere tutto indiscutibile.</p><p>La normalizzazione del male non avviene con un atto improvviso, ma attraverso una lenta erosione. <strong>Prima si tollera, poi si giustifica, infine si difende.</strong> Ed &#232; qui che la coscienza smette di &#8220;abbaiare&#8221;, per usare l&#8217;immagine del video. Una coscienza viva disturba, mette in crisi, chiede conversione. Una coscienza addormentata offre pace apparente, ma &#232; la pace di chi non vede pi&#249; il pericolo.</p><p>Per questo l&#8217;antidoto non &#232; l&#8217;indignazione sterile n&#233; il moralismo aggressivo. &#200; un lavoro interiore serio. La confessione, ad esempio, non &#232; soltanto un rito; &#232; l&#8217;atto con cui l&#8217;uomo si obbliga a chiamare il male per nome davanti a Dio. L&#8217;Eucaristia non &#232; soltanto consolazione; &#232; partecipazione a una verit&#224; che riordina il desiderio. La preghiera non &#232; evasione; &#232; allenamento dello sguardo. In altre parole, le pratiche spirituali non sono accessori devozionali: sono strumenti concreti per mantenere vigile la coscienza.</p><p>C&#8217;&#232; poi un punto che nel video ho solo accennato ma che merita uno sviluppo ulteriore: il male, anche quando sembra piccolo, non &#232; mai banale. Non &#232; &#8220;parte inevitabile della vita&#8221;. &#200; sempre una frattura tra l&#8217;uomo e la verit&#224; del suo essere. Quando lo consideriamo normale, non stiamo semplicemente adattandoci al mondo; stiamo modificando la struttura interiore con cui giudichiamo il mondo.</p><p>La domanda decisiva, allora, non &#232; se il male esista &#8211; questo &#232; evidente &#8211; ma se noi siamo ancora capaci di riconoscerlo senza negoziare con esso. Il rischio pi&#249; grande del nostro tempo non &#232; l&#8217;esistenza del peccato; &#232; la sua banalizzazione. Non &#232; la caduta; &#232; la perdita del senso della caduta.</p><p>Ecco perch&#233; questa riflessione non era un semplice invito all&#8217;indignazione, ma alla vigilanza. <strong>Vigilare significa custodire il cuore</strong>, preservare la capacit&#224; di dire: questo non &#232; bene, anche se &#232; diffuso; questo non &#232; vero, anche se &#232; approvato; questo non mi costruisce, anche se mi attrae.</p><p>Se il mondo anestetizza, il Vangelo risveglia. Se la cultura confonde, la verit&#224; illumina. La questione non &#232; essere pi&#249; severi degli altri, ma restare lucidi. E la lucidit&#224; spirituale &#232; oggi una forma di resistenza.</p><p>La battaglia decisiva non &#232; esterna; &#232; nella coscienza. Ed &#232; l&#236; che si gioca la fedelt&#224; quotidiana.</p><p>Siano lodati Ges&#249; e Maria</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il giorno in cui Dio ha sospirato]]></title><description><![CDATA[Perch&#233; Ges&#249; si rifiuta di darci le "prove" che chiediamo (Mc 8, 11-13)]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/il-giorno-in-cui-dio-ha-sospirato</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/il-giorno-in-cui-dio-ha-sospirato</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Mon, 16 Feb 2026 13:27:23 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/777f6ea6-d26d-4537-8410-9f864ecc49b3_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; un momento, nella vita di fede, in cui tutti facciamo la stessa preghiera dei farisei. Magari non usiamo le loro parole, ma il concetto &#232; identico: <strong>&#171;Signore, se ci sei, dammi un segno inequivocabile. Fammi capire in modo che io non possa dubitare&#187;</strong>.</p><p>Vogliamo la garanzia. Vogliamo che il cielo si apra e certifichi le nostre scelte o ci rassicuri sul futuro. Il Vangelo di oggi (Marco 8, 11-13) &#232; forse una delle pagine pi&#249; dure e umane su questo tema. Ges&#249; non solo dice di no. Ges&#249; reagisce in un modo che, se leggiamo il testo originale, ci lascia i brividi.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h3>La richiesta: &#8220;Un segno dal cielo&#8221;</h3><p>I farisei escono allo scoperto e chiedono un <em>s&#275;meion apo tou ouranou</em>. Attenzione alle parole. Non chiedono un miracolo qualsiasi (Ges&#249; ne ha appena fatti a decine, ha appena sfamato quattromila persone). Loro vogliono un <strong>segno dal cielo</strong>.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png" width="1024" height="559" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/aa7aa178-713e-4052-9c65-f19a1ecec6a1_1024x559.jpeg&quot;,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:559,&quot;width&quot;:1024,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:100467,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://vincenzolopalo.substack.com/i/188135584?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faa7aa178-713e-4052-9c65-f19a1ecec6a1_1024x559.jpeg&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LBp8!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb5e93564-725d-48fb-876f-5c2586c3a1f5_1024x559.png 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Nella mentalit&#224; dell&#8217;epoca, i segni &#8220;in terra&#8221; (guarigioni, pane moltiplicato) potevano essere ambigui, forse opera di magia o stregoneria. Ma un segno &#8220;cosmico&#8221; (il sole che si ferma, un tuono a ciel sereno, una manna che scende) quello no, quello sarebbe stata la firma autentica di Dio. <strong>Vogliono un Dio che faccia spettacolo per convincerli. </strong>Vogliono l&#8217;evidenza che uccide la libert&#224; di fidarsi.</p><h3>La reazione: Il sospiro di Dio</h3><p>Qui Marco usa una parola greca straordinaria, che spesso nelle traduzioni italiane si perde in un generico &#8220;sospir&#242;&#8221;. Il testo greco dice: <em>anastenaxas t&#333; pneumati autou</em>.</p><p>Il verbo &#232; <strong>anastenaz&#333;</strong>. &#200; una parola composta: <em>ana</em> (che indica movimento verso l&#8217;alto o intensit&#224;) + <em>stenaz&#333;</em> (gemere, lamentarsi per un peso opprimente).</p><p>Non &#232; lo sbuffo di chi &#232; infastidito. &#200; un gemito che parte dalle viscere e sale fino al petto. &#200; il respiro spezzato di chi si trova davanti a un muro di gomma. Provate a immaginarlo: Ges&#249; ha appena dato da mangiare a una folla sterminata, ha curato malati, ha speso ogni energia. E loro sono l&#236;, ciechi davanti all&#8217;amore concreto, a chiedere fuochi d&#8217;artificio.</p><p>Quel sospiro racconta la solitudine di Dio. &#200; il dolore di vedere che l&#8217;uomo cerca lo &#8220;straordinario&#8221; e non si accorge che Dio &#232; gi&#224; l&#236;, nel &#8220;reale&#8221;.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png" width="1456" height="869" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/aa447f66-9617-45ce-83b6-4567161e1cf4_2573x1536.png&quot;,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:869,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:3305376,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://vincenzolopalo.substack.com/i/188135584?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faa447f66-9617-45ce-83b6-4567161e1cf4_2573x1536.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Fwbo!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F87a475af-7969-4cfa-aecf-795a50ad522e_2573x1536.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><h3>La risposta: Un taglio netto</h3><p>Ges&#249; risponde con una frase che, in greco, &#232; letteralmente spezzata a met&#224;. &#200; un modo di dire ebraico molto forte. Tradotta letteralmente suona cos&#236;: <em>&#171;In verit&#224; vi dico: se a questa generazione sar&#224; dato un segno...&#187;</em>.</p><p>Manca il finale. La frase resta sospesa. Nell&#8217;uso semitico, questa era una formula di giuramento assoluto. Sottintendeva: &#8220;Se vi do un segno, che io possa morire!&#8221;. Era il modo pi&#249; categorico che esistesse per dire <strong>NO</strong>. Ges&#249; non discute. Non prova a convincerli. Chiude la porta.</p><p>Perch&#233; questa durezza? Perch&#233; dare un segno a chi ha il cuore chiuso non serve a nulla. Se non riconosci Dio nel pane che spezza la fame, non lo riconoscerai nemmeno in un fulmine che spacca il cielo.</p><h3>Cosa ci portiamo a casa oggi?</h3><p>Questo Vangelo ci mette con le spalle al muro.</p><ol><li><p><strong>Smetti di cercare effetti speciali.</strong> Spesso non vediamo Dio non perch&#233; &#232; assente, ma perch&#233; stiamo guardando nella direzione sbagliata. Cerchiamo il &#8220;segno dal cielo&#8221; (la soluzione magica ai nostri problemi) e ignoriamo i segni &#8220;di terra&#8221; (la grazia che ci sostiene nel quotidiano, le persone che ci aiutano, la forza che troviamo non si sa come).</p></li><li><p><strong>Dio non si lascia ricattare.</strong> La fede non &#232; uno scambio: &#8220;io prego, tu dimostrami che ci sei&#8221;. La fede &#232; relazione. Ges&#249; quel giorno non ha fatto il miracolo per i farisei perch&#233; l&#8217;amore non si dimostra con la forza, si accoglie nella libert&#224;.</p></li></ol><p>Il finale del brano &#232; lapidario: <em>&#171;E lasciatili, risal&#236; sulla barca e part&#236; per l&#8217;altra riva&#187;</em>. A volte, la risposta di Dio alla nostra pretesa di garanzie &#232; il silenzio. Non un silenzio punitivo, ma educativo. Ges&#249; se ne va, sale in barca. Ci invita a smettere di guardare il cielo in attesa di miracoli e a salire su quella barca con Lui, nel mare della vita normale, dove la vera fede si costruisce un colpo di remo alla volta.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Signore, da chi andremo?]]></title><description><![CDATA[Ogni epoca attraversa il proprio momento di smarrimento, ma il nostro tempo sembra aver fatto dello smarrimento una condizione stabile.]]></description><link>https://www.vincenzolopalo.com/p/signore-da-chi-andremo</link><guid isPermaLink="false">https://www.vincenzolopalo.com/p/signore-da-chi-andremo</guid><dc:creator><![CDATA[Vincenzo Lo Palo]]></dc:creator><pubDate>Mon, 16 Feb 2026 12:37:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ogni epoca attraversa il proprio momento di smarrimento, ma il nostro tempo sembra aver fatto dello smarrimento una condizione stabile. Si moltiplicano le parole, le opinioni, le interpretazioni, e tuttavia cresce la sensazione di non avere pi&#249; un centro. Non mancano le voci; manca una Roccia. Non mancano le proposte; manca una Verit&#224; capace di sostenere l&#8217;esistenza quando tutto vacilla.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png" width="1456" height="813" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8d0bfbbe-b0e4-42df-90b9-4833b8cadc57_2752x1536.png&quot;,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:813,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:8461784,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://vincenzolopalo.substack.com/i/188133041?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F8d0bfbbe-b0e4-42df-90b9-4833b8cadc57_2752x1536.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UW85!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fddc81f48-01c6-4761-8f76-bdab77d65146_2752x1536.png 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><p>&#200; dentro questa situazione che risuona la domanda di Pietro: &#171;<strong>Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna</strong>&#187; (Gv 6,68). Non &#232; la risposta di un uomo che ha capito tutto. &#200; la confessione di chi ha compreso che non esiste un&#8217;alternativa pi&#249; vera. Molti, dopo il discorso sul Pane di vita, se ne vanno. Ges&#249; non attenua le sue parole per trattenerli. Non rincorre il consenso. Rimane. E chiede ai Dodici se vogliono andarsene anche loro.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Questa domanda attraversa anche noi. Non &#232; una formula liturgica; &#232; una decisione esistenziale. Restare con Cristo non significa avere sempre chiarezza emotiva o consolazione interiore. Significa riconoscere che, anche quando la sua parola &#232; esigente, &#232; l&#8217;unica che non tradisce l&#8217;uomo.</p><p>Questo spazio nasce da qui. Non dal desiderio di aggiungere contenuti religiosi alla rete, ma dalla necessit&#224; di tornare alla Parola con seriet&#224;, senza ridurla a citazione motivazionale o a pretesto polemico. L&#8217;esegesi non &#232; un esercizio accademico fine a s&#233; stesso: &#232; un atto di fedelt&#224;. Comprendere il testo nella sua profondit&#224; &#8212; storica, linguistica, teologica &#8212; &#232; un modo concreto di prendere sul serio Dio quando parla.</p><p>Viviamo in un&#8217;epoca che consuma tutto rapidamente, anche il sacro. Per questo &#232; necessario fermarsi, leggere con attenzione, entrare nel testo, lasciarsi correggere. La fede non &#232; evasione dalla realt&#224;, ma immersione pi&#249; radicale in essa, alla luce di Cristo. Se il Vangelo &#232; vero, allora deve poter reggere il peso delle nostre domande, delle nostre ferite, delle nostre contraddizioni.</p><p>Qui troverai studio e meditazione, riflessione e confronto, ma soprattutto un tentativo sincero di restare sotto la Parola, senza usarla per affermare se stessi. Non porto me stesso come centro; non ho un messaggio alternativo da proporre. Se qualcosa vale, &#232; solo nella misura in cui conduce a Cristo e non a chi scrive.</p><p>&#171;<em><strong>Signore, da chi andremo?</strong></em>&#187; &#232; una domanda che non si risolve una volta per tutte. &#200; una scelta quotidiana. &#200; il movimento dell&#8217;anima che, pur attraversando la notte, decide di non cercare altrove ci&#242; che solo Lui pu&#242; dare. Se queste pagine aiuteranno anche un solo lettore a rimanere, a comprendere meglio, a radicarsi pi&#249; profondamente, allora avranno compiuto il loro scopo.</p><p>Restare non &#232; debolezza. &#200; fedelt&#224;.</p><p>sia lodato Ges&#249; Cristo<br></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.vincenzolopalo.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>